Dove si vince il Midterm

I giochi, ormai, sono quasi fatti. Dopo una lunga (e durissima) campagna elettorale, il 2 novembre i cittadini americani sono chiamati a rinnovare tutti i 435 seggi della Camera, 37 seggi del Senato (su 100) e 38 governatori. Si tratta di elezioni che incideranno pesantemente sui due anni di mandato che ancora attendono il presidente Obama. E che potrebbero disegnare equilibri impensabili soltanto due anni fa. Leggi tutti gli articoli sulle elezioni di Larry Silverbud
12 AGO 20
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I giochi, ormai, sono quasi fatti. Dopo una lunga (e durissima) campagna elettorale, il 2 novembre i cittadini americani sono chiamati a rinnovare tutti i 435 seggi della Camera, 37 seggi del Senato (su 100) e 38 governatori. Si tratta di elezioni che incideranno pesantemente sui due anni di mandato che ancora attendono il presidente Obama. E che potrebbero disegnare equilibri impensabili soltanto due anni fa.
Lo scenario più probabile, al momento, è quello che vede i repubblicani conquistare il controllo della Camera strappando 45-50 seggi ai democratici e questi ultimi mantenere una ridotta maggioranza al Senato. Ma, a pochi giorni dall’apertura delle urne, i numeri si inseguono come impazziti, mentre gli analisti più attenti cercano di intuire ormai improbabili mutamenti nel mood dell’elettorato. Il nostro viaggio in queste elezioni di mezzo termine si conclude negli stati del Midwest, storicamente molto eterogenei a livello di comportamento elettorale. Ma anche epicentro, in questa stagione politica, di un moto diffuso di “rifiuto” nei confronti del partito che controlla Casa Bianca e Congresso. E’ proprio nel Midwest che il Partito democratico potrebbe conoscere le sconfitte più brucianti. O contenere le perdite per andare incontro a una sconfitta onorevole.
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di Larry Silverbud